Archive for the ‘In giro’ Category

Ya, habibi!

agosto 7, 2009

beer_bottle1Sto cercando un bancomat e sono in mezzo al nulla. I primi due non hanno funzionato e mi dicono “piu’ avanti, a destra e poi ancora a destra”. Ma io vedo montagne e basta.

Me l’ha detto  Badri, un poliziotto che fa la guardia ad una banca il cui ingresso ha un improbabile colonnato.

Cammino nel nulla per un po’ ma poi la banca la trovo. E so che se fossi in Italia n0n mi aggirerei in mezzo al nulla cosi’ tranquilla mai e poi mai.

Mi ha spiegato tutto Salvo oggi. Salvo e’ un napoletano che vive in Germania, fa l’amministratore di condominio ma e’ laureato in Filologia e legge.

Salvo accompagna una signora svizzera conosciuta per caso 2 giorni fa che e’ miliardaria e ha una galleria a Zurigo. No, non e’ il suo amante, che’  a lui mi sa interessa la sua stessa meta’ del cielo, per intenderci. E lei ha 75 anni e mi dice “ho visto tutto il mondo, mi mancava l’Egitto” con gli occhi gradi e l’ingenuita’ da bambino che viene agli anziani dopo una certa eta’.  Si sono incontrati a Santa Caterina, vicino ai resti del cespuglio che prese fuoco senza bruciare qualache migliaio di anni fa e che diede del tu a Mose’.  A lui le tavole, alla signora svizzera un amico napoletano.

E mi racconta, Salvo, che se uno guarda una donna e questa non gradisce e lo denuncia si becca 5 anni, il tizio, prima ancora di avere un processo.

Ecco perche’ qui tirano dritto gli uomini e le donne girano tranquille alle 3 di notte e sono loro, le donne, che devono prendere l’iniziativa.  Dice: casomai ti interessasse. Beh grazie Salvo, ora lo so.

Grazie a lui so anche che esiste una scena di deth metal cariota, ma che si possono mettere solo orecchini finti e tatuaggi lavabili, perche’ l’Islam lo vieta.

Salvo mi ha anche procurato un massaggio e manicure a un prezzo stracciato che andro’ disinvoltamente a riscuotere, li’ ai bagni “desert divers” dove credo che pigramente sostero’ per tutta la giornata di domani.

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No problem miss. If there is no fridge, we move the fridge

agosto 5, 2009

fridgePerche’ il frigo in camera qui e’ una cosa essenziale. Ci devi mettere l’acqua comprata al super e la crema solare da mettere su.

A parte una puntata dal Doctor Muhammad perche’, in un impeto di intellingenza, sono andata a fare immersioni 1 giorno dopo aver volato in aereo, questo sole e questa luce sono semplicemente spettacolari.

Non puoi fisicamente resistere a stare sul lettino o anche solo a cammiare nelle ore piu’ calde. 41 gradi sono sempre 41 gradi, anche col venticello che soffia costantemente. A quel punto si e’ costretti a stare sotto la tettoia sui cuscini con un caffettino e una bottiglia d’acqua fresca. Sono grossi sacrifici eh.

Intanto, visto che mi hanno messo la stanza vicino alla cucina (nessuna ironia, grazie!) mi sto facendo spostare due camere piu’ in la’. Dico “c’e’ il frigo nella mia camera. C’e’ pure nell’altra?” e il tipo mi fa “se non c’e’ ti spostiamo il tuo.” Il mio? Ci ho messo 2 bottiglie ed e mio?

E’ che qui c’e’ un atteggiamento rilassato a cui non sono abituata, ne’ per indole ne’ per stile di vita. Ma certo, se mi sforzo, credo in un paio di giorni di riuscire ad ambientarmi.

Intanto sul volo da Francoforte e nel passaggio al Cairo ho sperimentato una disponibilita’ che avevo conosciuto solo in India.

Un tizio, dopo che la guardia della dogana tedesca mi aveva scambiata per sua moglie (e certo, lui e scuro, io bruna, dovevo per forza essere egiziana!) insieme a suo zio mi hanno scortata fino al check-in del volo per Sharm, facendomi tagliare le code per il visto, assicurandosi che nessuno mi fregasse e tenendo le distanze, senza mai darmi l’impressione di essere in pericolo. Mi hanno fatto un veloce corso di 2 minuti su quali sono le banconote egiziane, quanto valgono e, quindi, come non farmi fregare. Dice “Egitto e’ il paradiso, ma i miei concittadini sono furbi. Se ti fanno un prezzo tu devi dire subito la meta’  poi andartene.” Al primo acquisto locale provero’. Ci siamo salutati con un “vieni a trovarmi alla mia pizzeria-kebab a Torino!!”.

Il richiamo dei cuscini e’ irresistibile. Cedo e vado.