Archive for agosto 2009

Di profilo

agosto 23, 2009

profilesIl primo passo per risolvere un problema è ammettere di essere a Torino. Sì ho saltato qualche passaggio ma ci siamo capiti.

Stamattina entrando in bagno ho pensato di essere capitata in un campo profughi e mi sono resa conto che no, così peggioravo solo le cose, ammesso che fosse possibile.

Allora mi sono detta: se continuo ad avere le creme solari sotto il naso e i resti del bagaglio sparsi per casa ad imperitura memoria (una volta ho fiinito di disfare la valigia estiva al ponte di Ognissanti) mi sa che mi complico le cose. Quindi mi sono fatta travolgere dal raptus pulizie+lavatrici+aspirapolvere in tutta la casa (e poi pulisci anche l’aspirapolvere che c’era ancora dentro il tesoro scomparso di Atlantide) + metti in freezer la roba comprata ieri cazzo che poi va a male.
Ora sono una stanca morta, ho lo stesso magone di ieri e dell’altro ieri ma, se non altro, se la FAO sorvola casa mia con gli aiuti non li paracaduta qui.

Una tattica buona, nel metter via le cose, è metterle di profilo. Cioè il fottuto tappino arancio-estate dei prodotti solari lo vedi ancora, ma il fatto che la b0ttiglia sia girata, ti evita che tutte le volte che apri quell’armadietto ti partano delle trombe che neanche il giudizio universale. Presto sistemerò la questione bikini, ché sono già lavati ma ancora in giro e, quelli sì, sono un colpo basso se li trovi per caso, diciamo, tra qualche settimana (l’ho già detta quella del ponte di Ognissanti?).

Ah un consiglio: in operazioni di riduzione del danno come questa, NON aiuta affatto ascoltare le BBC Sessions dei Belle and Sebastian.

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Alcune cortesi indicazioni

agosto 22, 2009

Officer Giving Directions Per quanto mi riguarda rientrare dalle vacanze non è mai bello. Quest’anno, se possibile, ancora meno.

Ho pensato perciò di dare una semplice indicazione a chi dovesse incrociarmi nei prossimi giorni.

Non so chi abbia concepito frasi come: “allora sei bello carico, sei pronto a ricominciare?” e altre simili amenità.

In ogni caso, cortesemente, evitatele tutte.

E non è che io sia così strana.

Ma scusate, una sta al mare, un mare blu e violetto pieno di pesci meravigliosi che vede vìs a vìs facendo immersioni tutti i giorni. Il suddetto mare è coronato da un venticello benedetto. A “peggiorare” la situazione c’è il sole SEMPRE, c’è il clima secco, non si fa un cazzo tutto il giorno (ho visto gente fare sport, ma è un male temporaneo, poi passa) si sta sul lettino sotto l’ombrellone o sui cuscini, si bevono birrette a 1 euro al chiaro di luna, si fuma shisha alla mela (tabacco col narghilé signori, tabacco e basta)  si mangiano dei falafel che procurano allucinazioni a sfondo religioso da quanto sono buoni, non c’è un problema al mondo – perchè ce ne sono troppi e allora secondo me gli egiziani hanno deciso di non farsi abbattere a priori e sorridono e fanno spallucce.

Dopo tutto questo, la risposta a domande dementi tipo quelle citate poco sopra, può essere qualcos’altro che non un sinonimo di “vai in quella porzione del corpo che si trova subito sotto la schiena?”

Ya, habibi!

agosto 7, 2009

beer_bottle1Sto cercando un bancomat e sono in mezzo al nulla. I primi due non hanno funzionato e mi dicono “piu’ avanti, a destra e poi ancora a destra”. Ma io vedo montagne e basta.

Me l’ha detto  Badri, un poliziotto che fa la guardia ad una banca il cui ingresso ha un improbabile colonnato.

Cammino nel nulla per un po’ ma poi la banca la trovo. E so che se fossi in Italia n0n mi aggirerei in mezzo al nulla cosi’ tranquilla mai e poi mai.

Mi ha spiegato tutto Salvo oggi. Salvo e’ un napoletano che vive in Germania, fa l’amministratore di condominio ma e’ laureato in Filologia e legge.

Salvo accompagna una signora svizzera conosciuta per caso 2 giorni fa che e’ miliardaria e ha una galleria a Zurigo. No, non e’ il suo amante, che’  a lui mi sa interessa la sua stessa meta’ del cielo, per intenderci. E lei ha 75 anni e mi dice “ho visto tutto il mondo, mi mancava l’Egitto” con gli occhi gradi e l’ingenuita’ da bambino che viene agli anziani dopo una certa eta’.  Si sono incontrati a Santa Caterina, vicino ai resti del cespuglio che prese fuoco senza bruciare qualache migliaio di anni fa e che diede del tu a Mose’.  A lui le tavole, alla signora svizzera un amico napoletano.

E mi racconta, Salvo, che se uno guarda una donna e questa non gradisce e lo denuncia si becca 5 anni, il tizio, prima ancora di avere un processo.

Ecco perche’ qui tirano dritto gli uomini e le donne girano tranquille alle 3 di notte e sono loro, le donne, che devono prendere l’iniziativa.  Dice: casomai ti interessasse. Beh grazie Salvo, ora lo so.

Grazie a lui so anche che esiste una scena di deth metal cariota, ma che si possono mettere solo orecchini finti e tatuaggi lavabili, perche’ l’Islam lo vieta.

Salvo mi ha anche procurato un massaggio e manicure a un prezzo stracciato che andro’ disinvoltamente a riscuotere, li’ ai bagni “desert divers” dove credo che pigramente sostero’ per tutta la giornata di domani.

No problem miss. If there is no fridge, we move the fridge

agosto 5, 2009

fridgePerche’ il frigo in camera qui e’ una cosa essenziale. Ci devi mettere l’acqua comprata al super e la crema solare da mettere su.

A parte una puntata dal Doctor Muhammad perche’, in un impeto di intellingenza, sono andata a fare immersioni 1 giorno dopo aver volato in aereo, questo sole e questa luce sono semplicemente spettacolari.

Non puoi fisicamente resistere a stare sul lettino o anche solo a cammiare nelle ore piu’ calde. 41 gradi sono sempre 41 gradi, anche col venticello che soffia costantemente. A quel punto si e’ costretti a stare sotto la tettoia sui cuscini con un caffettino e una bottiglia d’acqua fresca. Sono grossi sacrifici eh.

Intanto, visto che mi hanno messo la stanza vicino alla cucina (nessuna ironia, grazie!) mi sto facendo spostare due camere piu’ in la’. Dico “c’e’ il frigo nella mia camera. C’e’ pure nell’altra?” e il tipo mi fa “se non c’e’ ti spostiamo il tuo.” Il mio? Ci ho messo 2 bottiglie ed e mio?

E’ che qui c’e’ un atteggiamento rilassato a cui non sono abituata, ne’ per indole ne’ per stile di vita. Ma certo, se mi sforzo, credo in un paio di giorni di riuscire ad ambientarmi.

Intanto sul volo da Francoforte e nel passaggio al Cairo ho sperimentato una disponibilita’ che avevo conosciuto solo in India.

Un tizio, dopo che la guardia della dogana tedesca mi aveva scambiata per sua moglie (e certo, lui e scuro, io bruna, dovevo per forza essere egiziana!) insieme a suo zio mi hanno scortata fino al check-in del volo per Sharm, facendomi tagliare le code per il visto, assicurandosi che nessuno mi fregasse e tenendo le distanze, senza mai darmi l’impressione di essere in pericolo. Mi hanno fatto un veloce corso di 2 minuti su quali sono le banconote egiziane, quanto valgono e, quindi, come non farmi fregare. Dice “Egitto e’ il paradiso, ma i miei concittadini sono furbi. Se ti fanno un prezzo tu devi dire subito la meta’  poi andartene.” Al primo acquisto locale provero’. Ci siamo salutati con un “vieni a trovarmi alla mia pizzeria-kebab a Torino!!”.

Il richiamo dei cuscini e’ irresistibile. Cedo e vado.

Notes to self

agosto 2, 2009

Post-It

Per esempio non dire mai “tanto lo zaino ha una tasca capiente sopra”. Sì, è vero. Ma è una ed è tasca, non 200 mq di magazzino.

A seguire la frase “questo tanto lo metto nel bagaglio a mano”. Cioè si può dire, ma non per ogni cosa che non sta in valigia.

Infine anche questa affermazione: “ah, lascio qui i tampax, tanto non mi servono” è incauta. Meglio essere, solo per questa volta, pessimisti.

Intanto per questo secondo post mi esercito con la fottuta tastiera dell’Asus. Ovviamente ho iniziato stamattina, per queste poche righe. E se lasciassi tutti gli errori di battitura potrebbe sembrare che ho cambiato nazionalità e dimenticato la mia lingua madre.

Forse non dovrei portarlo. Un po’ di disintossicazione dal pc non mi dispiacerebbe. Ma è anche una coperta di Linus. Poi, a diffferenza di Linus, posso anche non usarlo, ma partire da sola per la prima volta dopo non so quanto tempo ha le sue difficoltà. Quindi il laptop lo porto. E amen.

Devo finire il bagaglio a mano. E il computer ci va dentro.

Ci vediamo qui.