Put your hands on my shoulder (magari ora no)

Risultati ottenuti – ammesso che la vita si misuri da quelli – fino ad ora: premio come migliore shopper di sfizi e junk food (quando mai una lingua straniera mi ha fermata?), nomina ad aiuto cuoco, senza peraltro aver mai cucinato, un numero imprecisato di culate et similia in acqua, conseguente bevuta di almeno 2 pinte d’acqua salata e spalla sinistra con tendine assai infiammato.
Che poi ogni tanto mi chiedo se sono davvero stupida o che: mi sono fatta dare delle pastiglie in erboristeria ma non so di cosa siano. E’ stato bello conoscervi, comunque.

Qui a Fuerteventura non fa abbastanza caldo. Lo dico nel caso qualcuno pensasse di venirci: la sera ci si mette la felpa e dimenticate di mostrare le gambette da brave gallinelle come avete aspettato di fare per mesi. Un mio amico dice “si’ ma per fare sudare te dovrebbe morire ogni abitante dell’isola, quindi non rompere”. E’ vero anche questo. La mia idea di caldo estivo e’ piu’ vicina ai 38 gradi alle 10 di mattina del Sinai che ai 28 (con vento freddo e che la sera diventano tipo 22, uffi) di qui.

Il dovere mi chiama, e’ l’ora dell’aperitivo.

PS: l’elastico maledetto ancora non l’ho tagliato.

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