No problem miss. If there is no fridge, we move the fridge

fridgePerche’ il frigo in camera qui e’ una cosa essenziale. Ci devi mettere l’acqua comprata al super e la crema solare da mettere su.

A parte una puntata dal Doctor Muhammad perche’, in un impeto di intellingenza, sono andata a fare immersioni 1 giorno dopo aver volato in aereo, questo sole e questa luce sono semplicemente spettacolari.

Non puoi fisicamente resistere a stare sul lettino o anche solo a cammiare nelle ore piu’ calde. 41 gradi sono sempre 41 gradi, anche col venticello che soffia costantemente. A quel punto si e’ costretti a stare sotto la tettoia sui cuscini con un caffettino e una bottiglia d’acqua fresca. Sono grossi sacrifici eh.

Intanto, visto che mi hanno messo la stanza vicino alla cucina (nessuna ironia, grazie!) mi sto facendo spostare due camere piu’ in la’. Dico “c’e’ il frigo nella mia camera. C’e’ pure nell’altra?” e il tipo mi fa “se non c’e’ ti spostiamo il tuo.” Il mio? Ci ho messo 2 bottiglie ed e mio?

E’ che qui c’e’ un atteggiamento rilassato a cui non sono abituata, ne’ per indole ne’ per stile di vita. Ma certo, se mi sforzo, credo in un paio di giorni di riuscire ad ambientarmi.

Intanto sul volo da Francoforte e nel passaggio al Cairo ho sperimentato una disponibilita’ che avevo conosciuto solo in India.

Un tizio, dopo che la guardia della dogana tedesca mi aveva scambiata per sua moglie (e certo, lui e scuro, io bruna, dovevo per forza essere egiziana!) insieme a suo zio mi hanno scortata fino al check-in del volo per Sharm, facendomi tagliare le code per il visto, assicurandosi che nessuno mi fregasse e tenendo le distanze, senza mai darmi l’impressione di essere in pericolo. Mi hanno fatto un veloce corso di 2 minuti su quali sono le banconote egiziane, quanto valgono e, quindi, come non farmi fregare. Dice “Egitto e’ il paradiso, ma i miei concittadini sono furbi. Se ti fanno un prezzo tu devi dire subito la meta’  poi andartene.” Al primo acquisto locale provero’. Ci siamo salutati con un “vieni a trovarmi alla mia pizzeria-kebab a Torino!!”.

Il richiamo dei cuscini e’ irresistibile. Cedo e vado.

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